La città delle donne è un dialogo intersezionale* aperto e laterale, un’opportunità di pensare e costruire la città attuale e futura attraverso incontri, riflessioni, linguaggi, luoghi, dunque anche arte, musica, ricerca di visione, a partire dalle periferie.
Un cantiere aperto ideato e curato da Associazione Spostamenti con Open Group, Fondazione Barberini e il coinvolgimento attivo di organizzazioni e realtà del territorio, attraverso la condivisione/comunione delle proprie conoscenze.
Dall’esperienza urbana all’elaborazione culturale, un salto creativo cruciale e necessario per la trasformazione di idee in rete e spazi di ascolto.
«Se esiste un pensiero e un inconsapevole istinto delle donne per gli spazi, unito a una incisiva capacità d’azione, dovrà presto farsi largo e prendere forma».
(Elena Granata, docente di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano)
*con il termine intersezionale le esperienze di vita vengono descritte e analizzate attraverso l’interazione tra le diverse categorie biologiche, sociali e culturali che ci caratterizzano: il genere, l’etnia, la classe sociale, l’orientamento sessuale, la religione, la disabilità, l’età, la nazionalità, e altri assi identitari.