La città delle donne è un cantiere, un luogo di riflessione per alimentare una cultura capace di accogliere, capace di costruire una città dalle periferie, in collegamento con le realtà territoriali: una città capace di stare in ascolto.
SALA TASSINARI – Palazzo d’Accursio / Piazza Maggiore FONDAZIONE BARBERINI – (via Mentana 2)
La città delle donne mette al centro la costruzione di uno spazio urbano femminista, accogliente, democratico, che sia luogo di redistribuzione delle opportunità, di costruzione di opportunità di emancipazione. L’idea nasce dalla collaborazione tra associazione Spostamenti, cooperativa sociale Open Group e Fondazione Barberini, tre realtà che da tempo e, in modi diversi, lavorano sulla creazione di spazi collettivi per esplorare punti di osservazione differenti e traiettorie future. La direzione artistica è di Laura Gramuglia.
La quarta edizione di La città delle donne si svolge il 15, 16, 17 ottobre 2026.
A partire dai temi della decolonialità e delle periferie, La città delle donne nel 2026 si propone di approfondire il tema delle alleanze e pone l’attenzione sugli incontri tra generazioni, sulle connessioni passato presente futuro.
Quest’anno abbiamo scelto di celebrare la vita e il lavoro di Francesca Alinovi, critica d’arte, figura nota della scena culturale nazionale e internazionale, troppo spesso relegata a una narrazione parziale. La vita e l’arte della professoressa Alinovi ci accompagneranno nell’indossare la prospettiva di un amore per il futuro, per l’altro / altra, per l’incontro e lo scambio.
Francesca Alinovi è stata interpretata per La città delle donne da Percy Bertolini, fumettista autoriale e di ricerca, pittorə, illustratorə e street artist.
Anno dopo anno, La città delle donne si conferma un luogo di costruzione partecipata, in cui tutte le persone possono contribuire concretamente a ridefinire il proprio ruolo sociale, in un organismo comunitario che prospera solo riconoscendo il valore di ogni singola voce.
L’anteprima del 14 ottobre: “QUESTO CORPO. Storia di Francesca A.”
In questi giorni a Bologna, nelle biblioteche, negli uffici turstici del Comune, negli Urp, nei locali è possibile incontrare le nostre cartoline: un promemoria facile e agile per segnalare la quarta edizione de La città delle donne. la cartolina segnala la nostra anteprima di mercoledì 14 ottobre, dedicata a Francesca Alinovi: al Teatro San Leonardo, alle 19.30 “QUESTO CORPO. Storia di Francesca A”, a cura della nostra direttrice artistica Laura Gramuglia, in collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale.
La terza edizione della manifestazione (ottobre 2025) si è proposta di approfondire un femminile intersezionale, oltre le sole visioni e norme proposte dalle biografie di matrice occidentale, per aprirsi a un femminismo plurale, capace di accogliere percorsi di emancipazione originati da altri vissuti e biografie. La figura ispiratrice della terza edizione è stata Gentile Budrioli, erborista e astrologa bolognese. Tacciata di stregoneria in un’epoca che preferiva liberarsi tout court di donne erudite e scomode, Gentile Budrioli fu messa al rogo dall’Inquisizione in Piazza San Domenico il 14 luglio del 1498. Gentile Budrioli è stata interpretata per La città delle donne dall’illustratrice e fumettista Shannice Alogaga, autrice dell’immagine in copertina.
La città delle donne è un dialogo intersezionale* aperto e laterale, un’opportunità di pensare e costruire la città attuale e futura attraverso incontri, riflessioni, linguaggi, luoghi, dunque anche arte, musica, ricerca di visione, a partire dalle periferie. Un cantiere aperto ideato e curato da Associazione Spostamenti con Open Group, Fondazione Barberini e il coinvolgimento attivo di organizzazioni e realtà del territorio, attraverso la condivisione/comunione delle proprie conoscenze. Dall’esperienza urbana all’elaborazione culturale, un salto creativo cruciale e necessario per la trasformazione di idee in rete e spazi di ascolto.
«Se esiste un pensiero e un inconsapevole istinto delle donne per gli spazi, unito a una incisiva capacità d’azione, dovrà presto farsi largo e prendere forma». (Elena Granata, docente di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano)
*con il termine intersezionale le esperienze di vita vengono descritte e analizzate attraverso l’interazione tra le diverse categorie biologiche, sociali e culturali che ci caratterizzano: il genere, l’etnia, la classe sociale, l’orientamento sessuale, la religione, la disabilità, l’età, la nazionalità, e altri assi identitari.
Anche se ci piace credere che la società si sia evoluta oltre i rigidi confini dei ruoli di genere, le donne e gli altri gruppi emarginati continuano a vedere le loro vite limitate da quelle stesse norme sociali che sono incorporate nelle nostre città.